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Sentiero Italia CAI

Come viaggiare sicuri in periodo di Covid-19 con Tramundi

Aggiornamenti e informazioni utili per viaggiare in sicurezza

Siamo consapevoli delle preoccupazioni e dei dubbi che puoi avere in merito ai tuoi piani di viaggio a causa dell’incertezza della situazione sanitaria attuale.
Noi di Tramundi siamo qui per rassicurarti, informandoti che stiamo facendo il massimo per garantire la ripartenza dei nostri viaggi in Italia e all’estero in totale sicurezza.

Cosa stiamo facendo per tutelare i nostri viaggiatori?

  • Costante aggiornamento dell’evolversi della situazione monitorando fonti ufficiali quali International Air Transport Association (IATA), Viaggiare Sicuri (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) e i siti delle varie Ambasciate Estere in Italia.
  • Continuo dialogo con i nostri partner locali in Italia e all’estero per fare in modo che tutti i nostri viaggi rispettino le norme di sicurezza imposte nelle diverse destinazioni e intervenire tempestivamente qualora queste dovessero cambiare.
  • Istituzione di una Task Force interna dedicata per adattare i nostri tour alle norme di sicurezza vigenti e permetterne il regolare svolgimento, gestendoal meglio l’emergenza Covid.

Come abbiamo reso i nostri viaggi ancora più sicuri?

  • Abbiamo riadattato le nostre proposte Originals per permetterti di viaggiare nel pieno rispetto delle regole sanitarie. Abbiamo ampliato e rinnovato la nostra offerta con tour sul territorio nazionale che si svolgono principalmente all’aria aperta, rispettando gli standard di sicurezza imposti dalla Regione di destinazione. Sarà premura dello staff accertarsi dell’applicazione delle norme vigenti una volta in loco.
  • Scegli l’opzione Camera Singola. La quasi totalità dei nostri tour permette l’opzione camera singola con supplemento per garantire ai viaggiatori non accompagnati maggiore sicurezza e tranquillità. Nel caso in cui tu non parta in coppia e non voglia scegliere questa alternativa, potrai condividere una camera doppia con un altro viaggiatore del tuo gruppo.
  • Effettua gli spostamenti con il tuo stesso veicolo. Per quanto riguarda i tour Originals, abbiamo cercato di ridurre gli spostamenti con mezzi comuni e/o pubblici favorendo quelli in autonomia con mezzi propri, per garantire maggiore sicurezza e libertà ai nostri viaggiatori. Nel caso di spostamenti con mezzi comuni e/o pubblici, questi verranno sanificati previo utilizzo e sarà garantita la distanza di sicurezza imposta.
  • Misure anti-covid: noi e tutti i nostri partner siamo uniti nell’impegno comune di farti viaggiare in sicurezza e tranquillità. Ecco alcune delle nostre misure cautelative e precauzioni per viaggiare in sicurezza, in stretta osservanza delle normative disposte dalle singole Regioni/Stati:
    - Chiediamo gentilmente ai viaggiatori di munirsi di mascherine, guanti e gel igienizzanti propri; il personale che ti guiderà per l’intera durata del viaggio disporrà dello stesso materiale di sicurezza.
    Le visite a siti museali/archeologici si svolgeranno secondo le norme di sicurezza stabilite; inoltre, molti partner locali si stanno attrezzando con sistemi di audioguida per assecondare la social distancing.
    - Le strutture ricettive hanno istituito percorsi specifici per favorire la social distancing nelle aree comuni; nelle sale ristoranti i tavoli saranno adeguatamente distanziati e i pasti saranno unicamente serviti. Sono incoraggiati i pagamenti di extra e check-out in forma elettronica, evitando così lo scambio di banconote. Le camere a disposizione degli ospiti verranno adeguatamente sanificate previo arrivo.
    - I mezzi di trasporto comuni e/o pubblici utilizzati prevedono riempimento limitato e disposizione a scacchiera per favorire il distanziamento. Gli stessi mezzi saranno sanificati giornalmente dalle aziende fornitrici del servizio. A bordo, il driver sarà sempre munito di guanti e mascherina.
    In generale, saranno previste misurazioni elettroniche della temperatura corporea, sempre in ossequio alle normative vigenti, previo l’accesso a siti e trasporti.
  • Assicurazione Covid-19: la nostra assicurazione standard ti garantisce copertura sanitaria anche nel caso di eventuale infezione da coronavirus. Inoltre, offriamo gratuitamente a tutti i nostri viaggiatori coperti da assicurazione un’ulteriore Assicurazione VacanzExtra per una completa tutela in caso di contrazione del virus. Quest’ultima prevede: eventuali spese di quarantena e modifiche di viaggio ad essa legate, eventuale indennità forfettaria giornaliera in caso di ricovero, una indennità da convalescenza fissa e predeterminata in caso di ricovero in terapia intensiva. Per saperne di più, consulta l’informativa medico/bagaglio e covid-19.

Quali sono le nostre politiche di rimborso viaggio durante il Coronavirus?
Valuteremo nello specifico ciascun caso in base alle limitazioni governative imposte alle regioni italiane e alle singole destinazioni.

Qual è la situazione al momento?
Ci impegniamo a mantenere informati i nostri viaggiatori sui cambiamenti relativi all’attuale situazione restrittiva di viaggio con aggiornamenti quotidiani su dove e come viaggiare in Europa e nel Mondo. In caso di cancellazioni valuteremo ogni caso nello specifico in base alle limitazioni governative imposte dalle regioni italiane e imposte dalle singole destinazioni.

Ultimo aggiornamento: 20 ottobre

Italia: dalla data del 3 giugno sono consentiti i liberi spostamenti fra Regioni, rispettando le restrizioni imposte dalla Regione di destinazione.
Sardegna: Il Presidente della Regione Sardegna, ha stabilito che dal giorno 14 settembre 2020 i passeggeri in ingresso da porti e aeroporti dell’isola saranno “invitati” a presentare un certificato di negatività al virus agli imbarchi di navi e aerei o ad autocertificare di essere risultati negativi a un test sierologico, molecolare o antigenico. Nel caso in cui i viaggiatori non siano in possesso della documentazione richiesta, si dovrà “accettare” di effettuare un tampone entro le 48 ore dall’arrivo e di comunicarne l’esito alle autorità sanitarie locali. Inoltre, nella stessa ordinanza viene imposto da subito l’obbligo di indossare le mascherine nell’arco delle 24 ore anche all’aperto nei casi in cui non sia possibile rispettare la distanza di almeno 1 metro. I passeggeri privi di certificazione, e che verranno sottoposti al tampone in Sardegna, saranno inoltre obbligati a restare in isolamento domiciliare fiduciario fino all’esito dell’esame. Tuttavia, l’invito a ricorrere ai test in entrata non si applicherà ad alcune categorie: chi esercita attività funzionali ad organi costituzionali, equipaggio di mezzi di trasporto, personale viaggiante su treni e aerei per motivi di lavoro e salute. Anche se resta lo stesso obbligo per tutti i passeggeri: prima dell’imbarco questi saranno tenuti a scaricare e compilare i moduli sul sito della Regione e inviarli per via telematica, o attraverso l’app Sardegna Sicura. Infine, in vista della riapertura delle scuole, che nell’isola avverrà il 22 settembre, l’occupazione dei posti a sedere sui mezzi di trasporto pubblico locale salirà all’80%.

Estero: Il DPCM 13 ottobre 2020 (http://www.governo.it/it/articolo/coronavirus-il-presidente-conte-firma-il-dpcm-del-13-ottobre/15385#documenti) disciplina gli spostamenti da/per l’estero dal 14 ottobre al 13 novembre 2020, riprendendo e in parte modificando quanto previsto dalla normativa precedente. Anche questo Decreto individua alcuni elenchi di Paesi, per i quali sono previste differenti limitazioni: A - San Marino e Città del Vaticano B - PAESI UE (tranne i Paesi negli elenchi C e D), SCHENGEN, Andorra, Principato di Monaco C - Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna, Regno Unito D - Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Romania, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay: E - Resto del mondo F - Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Kosovo, Montenegro, Colombia. Per maggiori informazioni sulle limitazioni previste per ciascun elenco, consultare l’Approfondimento disponibile su ViaggiareSicuri: http://www.viaggiaresicuri.it/approfondimento/saluteinviaggio/coronavirus/L%27Italia. E’ disponibile anche un questionario, basato sulla normativa vigente in Italia. Il questionario ha carattere informativo, non ha valore legale e il risultato ottenuto non garantisce l’ingresso in Italia o nel Paese di destinazione: cliccare qui per visualizzarlo: http://infocovid.viaggiaresicuri.it. Per i Paesi da/per i quali l’Italia non pone limitazioni, si raccomanda di consultare sempre la Scheda Paese su ViaggiareSicuri: le autorità locali potrebbero ancora mantenere restrizioni all’ingresso per i viaggiatori (anche provenienti dall’Italia). Singole Regioni potrebbero adottare ulteriori misure nei confronti di chi proviene da determinati Stati e territori esteri. Si raccomanda di verificare direttamente con le Regioni di destinazione.

Africa

Egitto: Le Autorità egiziane hanno disposto che, a partire dal 1 settembre 2020, i cittadini stranieri ed egiziani intenzionati a recarsi in Egitto dovranno dotarsi di un certificato di test PCR (tampone) negativo al COVID-19 effettuato entro le 72 ore precedenti all’orario previsto di partenza del volo. Il certificato per essere accettato deve rispondere ai seguenti requisiti: deve includere la data e l’ora del prelievo che faranno fede per il conteggio delle 72 ore; deve essere rilasciato da un laboratorio autorizzato nel Paese di provenienza e riportarne il timbro. Non deve contenere abrasioni, cancellazioni o aggiunte; deve menzionare il tipo di campione preso per l’analisi; deve indicare che la tipologia di analisi effettuata è RT – PCR; deve essere redatto in lingua inglese o araba. La compagnia aerea è responsabile per il controllo dei certificati, che effettua già al momento del check in e può quindi rifiutare l’imbarco, qualora i medesimi certificati non rispondano ai requisiti stabiliti dalle autorità egiziane. I bambini al di sotto dei 6 anni sono esclusi da tale obbligo. I passeggeri che atterrano negli aeroporti di Hurgada, Marsa Alam, Sharm El-Sheikh e Taba, qualora sprovvisti di certificato, potranno effettuare il tampone all’arrivo in aeroporto.

Marocco: Al fine di contenere l’emergenza sanitaria dovuta al COVID-19, il Marocco ha prorogato lo stato di emergenza sanitaria fino al 10 ottobre e adottato varie misure di contenimento, tra le quali restano in vigore l’obbligo di indossare mascherine di protezione all’esterno della propria abitazione, con pene per i trasgressori che possono variare da un periodo di detenzione da uno a tre mesi ad una multa in denaro tra i 300 MAD (circa 30€) ed i 1300 MAD (circa 130€); la chiusura di moschee e luoghi di culto; la limitazione della capacità dei trasporti pubblici urbani ed interurbani; la chiusura dei confini fino al 10 ottobre. Si segnala che, a partire dalla metà di luglio, le Autorità locali hanno consentito, nell’ambito di operazioni speciali organizzate dal governo marocchino, l’operatività di voli e tratte marittime da/per il Marocco con compagnie private riservati a residenti e marocchini all’estero. Dall’inizio di settembre, il Marocco ha inoltre consentito l’ingresso di cittadini stranieri non residenti, dietro presentazione di lettera di invito da parte di un’impresa marocchina o di prenotazione confermata in un albergo marocchino. Tuttavia, si ricorda ai connazionali che, ai sensi del DPCM 7 settembre 2020, che riprende il DPCM 7 agosto 2020, gli spostamenti da/per il Marocco, paese incluso nell’elenco E (“resto del mondo”), sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, quali: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo. Per le categorie speciali di persone a cui è consentito l'ingresso in Marocco, vi è l’obbligo di disporre dei risultati di test PCR tassativamente effettuato nelle 72 ore precedenti l'arrivo nel Regno. Per maggiori informazioni, si invita a consultare l’approfondimento sul sito internet dell’Ambasciata d’Italia (https://ambrabat.esteri.it/ambasciata_rabat/it/ambasciata/news/dall_ambasciata/2020/07/recenti-misure-adottate-dalle-autorita.html ). Il Ministero degli Esteri marocchino ha inoltre attivato i seguenti numeri telefonici: Call center +212537663300 e Unità di Crisi +21266891105 / +212662013436 /+212537676218.

Sudafrica: I confini sudafricani sono riaperti a partire dal 1° ottobre 2020 a tutti i viaggiatori internazionali. Sono possibili restrizioni per coloro che provengono da un Paese considerato ad alto rischio. L’ultimo aggiornamento con l’elenco di questi Paesi, aggiornato sulla base dell’andamento dei contagi in ciascun Paese, è disponibile qui. Anche a chi provenga dai Paesi considerati ad alto rischio sarà possibile raggiungere il Sud Africa per motivi di lavoro (inclusi i viaggiatori in possesso di “critical skills visas”), richiedendo preventivamente l’autorizzazione all’email Covid19BusinessTravel@dha.gov.za, allegando copia del passaporto e/o del permesso di residenza, prova delle attività lavorative da condurre in Sud Africa, prova dell’itinerario di viaggio, indirizzo della sistemazione in Sud Africa. Speciali eccezioni potranno essere valutate anche per i partecipanti a gare sportive o eventi culturali e scientifici. A seguito dell’ultima revisione, l’Italia è stata inserita nell’elenco dei Paesi considerati ad alto rischio. I viaggiatori in provenienza dall’Italia dovranno anch’essi pertanto rientrare nelle categorie soprarichiamate e dovranno seguire la procedura sopraindicata scrivendo a Covid19BusinessTravel@dha.gov.za, allegando la necessaria documentazione. Passeggeri di Paesi considerati ad alto rischio che possano dimostrare di aver trascorso almeno i 10 giorni antecedenti il viaggio in un Paese non ad alto rischio potranno essere considerati come provenienti da Paesi non ad alto rischio.

Tanzania: Il governo della Tanzania ha rimosso quasi tutte le misure precauzionali volte a contenere la diffusione del COVID-19. I voli internazionali sono riaperti anche se si registrano ritardi e cancellazioni. In base al Travel Advisory del 5 agosto 2020 del Ministero della sanità della Tanzania, tutti i viaggiatori, sia stranieri che residenti di ritorno, i cui paesi o compagnie aeree richiedono che siano testati negativamente al COVID-19, come condizione per il viaggio, devono presentare un certificato all'arrivo. I viaggiatori da altri paesi con sintomi e segni sospetti di COVID-19, sono sottoposti ad un controllo accurato e possono essere sottoposti al test RT-PCR. Tutti i viaggiatori vengono controllati in arrivo per eventuali sintomi della malattia ed in caso sottoposti a test. Non è prevista la quarantena in arrivo. Si prega in ogni caso di verificare con attenzione le condizioni di volo con la compagnia aerea prima della partenza dall’Italia. In assenza di informazioni ufficiali sull’effettivo andamento dell’epidemia in Tanzania, si raccomanda di evitare i viaggi non essenziali nel Paese, ricordando che, in base alla normativa italiana, sono tuttora vietati gli spostamenti per turismo verso i Paesi extraeuropei. Ai connazionali in visita in Tanzania si raccomanda la massima cautela dal punto di vista sanitario, evitando luoghi affollati, utilizzando sistemi di protezione individuale, osservando rigorosamente le regole di igiene e facendo sempre attenzione alle condizioni di salute proprie e delle persone vicine. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito dell’Ambasciata a Dar es Salaam (www.ambdaressalaam.esteri.it), alla quale si prega di notificare i propri dati al momento dell’arrivo in Tanzania.

Americhe

Costa Rica: Il Ministero della Salute della Costa Rica consente l'ingresso nel Paese di viaggiatori provenienti da 44 paesi, tra i quali, oltre a Unione Europea, Regno Unito e Canada, sono stati aggiunti da ultimo Australia, Cina, Giappone, Thailandia, Nuova Zelanda e Uruguay. A decorrere dal 1° settembre il Costa Rica riapre parzialmente anche al turismo proveniente da 9 stati degli USA. Si tratta di voli commerciali da New York, New Jersey, New Hampshire, Main, Vermont e Connecticut. Maryland, Virginia e Washington D.C. A partire dal 15 settembre si aggiungono i residenti di altri tre stati USA: Colorado, Massachusetts e Pennsylvania. Per l’elenco aggiornato dei paesi da cui è consentito l’ingresso clicca qui. Requisiti di ingresso per motivi di turismo: Compilazione di un modulo digitale epidemiologico PASE DE SALUD disponibile all'indirizzo https://salud.go.cr; Test RT-PCR con risultato negativo; il campione deve essere prelevato entro 72 ore prima del viaggio in Costa Rica; I passeggeri provenienti dagli Stati Uniti devono dimostrare, tramite la patente di guida o un altro documento d'identità, di vivere in uno dei 12 stati autorizzati. I minori che viaggiano con la loro famiglia sono esentati; Assicurazione medica di viaggio - internazionale o acquistata in Costa Rica (National Insurance Institute (INS) https://micrositios.ins-cr.com/seguroviajero/ e Sagicor https://www.sagicor.cr/seguro_para_turistas/. In caso di assicurazione internazionale, il turista deve richiedere al proprio assicuratore una certificazione rilasciata in inglese o spagnolo, che attesti almeno tre condizioni: Validità della polizza durante la visita in Costa Rica; Garanzia di copertura per le spese mediche in caso di malattia pandemica COVID 19 in Costa Rica, per almeno US $ 50.000 (cinquantamila dollari USA); Copertura minima di 2.000 USD per le spese di soggiorno prolungate dovute a una malattia pandemica. Inoltre, all'atterraggio in Costa Rica, i viaggiatori dovranno: Indossare una mascherina, l’uso della quale, a partire dal 9 settembre, sarà obbligatorio negli spazi chiusi su tutto il territorio nazionale; Rispettare il protocollo di sicurezza sanitaria in aeroporto; Rispettare il distanziamento sociale. Si ricorda che, in base alla normativa italiana vigente, sono ancora vietati gli spostamenti per turismo al di fuori dei Paesi UE/Schengen e micro Stati.

Cuba: In applicazione delle nuove misure adottate dalle Autorità cubane, dal prossimo 16 di ottobre verrà ripristinata l’apertura dello spazio aereo nazionale ai voli commerciali di linea. Le Autorità hanno tuttavia disposto una proroga della chiusura dell’aeroporto internazionale Jose Martì de L’Avana, mentre verranno riaperti gli aeroporti internazionali delle altre principali città del Paese, incluso quello del polo turistico di Varadero. INGRESSO A CUBA A partire dal 16 ottobre, la nuova regolamentazione delle frontiere in materia di ingresso a Cuba prevede, in base alla disponibilità di voli commerciali, la possibilità di entrata agli stranieri sia residenti sia temporanei, inclusi i turisti, con obbligo di osservare la quarantena di 14 giorni presso il proprio domicilio o, nel caso di arrivi per turismo, presso la struttura alberghiera di destinazione. Per il momento, non verrà ripristinata l’operatività di alloggi privati e case in affitto nel Paese. Per quanto riguarda i turisti, non saranno ancora loro accessibili le province de L’Avana, Sancti Spiritus e Ciego de Avila, a causa dell’evoluzione virale nelle predette località. Si ricorda in ogni caso che gli spostamenti per turismo verso i Paesi dell’Elenco E, in base alla normativa vigente, sono tuttora vietati. USCITA DA CUBA A partire dal 16 ottobre decadrà, per i doppi cittadini che siano anche doppi residenti (residenti sia a Cuba sia in Italia) l’obbligo di ottenere l’autorizzazione a lasciare il Paese da parte delle competenti Autorità cubane (Ministero dell’Interno - Immigrazione). I cittadini italiani residenti a Cuba che desiderino lasciare il territorio cubano potranno farlo, sulla base della disponibilità di voli, senza più informare preventivamente le Autorità di immigrazione. Per ulteriori informazioni si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a L’Avana.

Ecuador: Dal 13 settembre non vige più lo stato di eccezione in Ecuador. Non è più in vigore il coprifuoco, non vi sono restrizioni al movimento disposte dal governo, ma le autorità centrali formulano “raccomandazioni” alle autorità locali e alla popolazione. In alcune zone è pertanto possibile che siano applicate restrizioni da parte delle autorità locali. Permane lo stato di emergenza sanitaria, sotto la responsabilità del Ministero della Salute , dato che la pandemia continua in crescita, soprattutto nella provincia di Pichincha, dove si trova la capitale Quito, seguita dalla provincia di Guayas, con capoluogo Guayaquil. E’ obbligatorio l’uso delle mascherine e l’accesso ai locali pubblici e commerciali e’ limitato. Scuole, Università e molti uffici pubblici continuano ad operare in modalità virtuale. I voli intercontinentali sono ripresi dalla metà di giugno, anche se con frequenza molto minore rispetto al periodo pre-pandemia e dal mese di ottobre sono ripresi parzialmente i voli internazionali nell’area andina. Per l’entrata via aerea nel territorio ecuadoriano e’ richiesto un testo PCR (tampone) negativo effettuato da non più di 10 giorni e i controlli sono molto rigorosi. I viaggiatori che entrano senza un test PCR dovranno effettuarlo a loro spese e saranno sottoposti ad isolamento preventivo obbligatorio di 10 giorni, fino al ricevimento del risultato. Se il risultato è negativo, il viaggiatore terminerà il suo isolamento, mentre n in caso di risultato positivo dovrà proseguire l’isolamento. I passeggeri che presentano sintomi, anche in caso di test PCR negativo, saranno isolati fino a quando un nuovo test PCR non determinerà che non sono portatori del virus. Permangono chiuse alle persone le frontiere terrestri e marittime.

Guatemala: Attualmente gli aeroporti del Paese sono chiusi. Proibito l’ingresso per tutti i cittadini provenienti dall’Europa. Nessuna news ufficiale su riapertura confini ed aeroporti. Possibile riapertura ad inizio agosto.

Honduras: Un lock-down asimmetrico e’ attualmente in vigore su tutto il territorio nazionale, prevedendo misure di limitazione del movimento delle persone con possibilità di uscire tenendo conto dei numeri della propria carte di identità. A partire da giugno le Autorità locali hanno tuttavia disposto l'inizio di una prima fase di riapertura di alcune attività economiche richiedendo l’osservanza di rispettare le misure di biosicurezza dettate dai manuali e dai protocolli predisposti dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, scaricabili qui. Tale riapertura riguardo il Distretto Centrale, la Capitale Tegucigalpa e San Pedro Sula mentre alcune località dei seguenti Dipartimenti (Atlantida, Colon, Francisco Morazan, Gracias a Dios, Intibuca’, La Paz, Santa Barbara, Yoro, Choluteca, Cortes, El Paraiso, Ocotepeque, Olancho e Valle) dove sono ancora elevati i dati dei contagi mantengono il lock-down totale con l’eccezione dell’apertura di pochi esercizi commerciali (supermercati, banche, distributori di benzina e farmacie). Si informa inoltre che dal 17 agosto e’ prevista la parziale riapertura degli aeroporti internazionali di La Ceiba, Roatan,Tegucigalpa e San Pedro Sula per alcune tratte internazionali. I passeggeri proveniente dall’estero dovranno presentare PCR test effettuato-emesso massimo 72 ore prima dell’ingresso.

Messico: A partire dal 1 giugno le Autorità messicane hanno attuato un graduale allentamento delle iniziali misure restrittive disposte per contenere la diffusione del Covid-19 ma lasciando ai singoli Stati la facoltà di adattarle alle esigenze locali (per maggiori dettagli si rimanda alla Sezione sanitaria della presente scheda). A Città del Messico vige un sistema a semaforo a livello dei singoli quartieri e il governo cittadino ha aperto dei centri di diagnosi mobili che effettuano test nelle aree di maggior contagio. In 21 stati è obbligatorio l’uso della mascherina secondo varie modalità. La chiusura delle frontiere terrestri tra Messico, Stati Uniti e Canada e’ stata prorogata fino al 21 ottobre per tutti gli spostamenti non essenziali (turisti e viaggiatori in genere), ma non per gli operatori del trasporto merci, del commercio e della sanità. Per chi necessita di viaggiare dal Messico verso gli Stati Uniti o il Canada, si raccomanda di effettuare le necessarie previe verifiche con l'ambasciata/consolato statunitense o canadese prima di intraprendere il viaggio. Sono sospesi, fino a data da destinarsi, i voli diretti verso l’Italia delle compagnie aeree Alitalia, Neos e Blue Panorama. Le compagnie aeree che hanno voli garantiti di collegamento Messico – Italia attualmente sono: Air France (Citta’ del Messico – Parigi – Roma/Milano); KLM (Città del Messico – Amsterdam – Roma/Milano); Lufthansa (Citta’ del Messico – Francoforte, da cui vi sono limitati voli per Roma/Milano, talvolta con partenza da Monaco); Aeromexico (voli su Parigi, Amsterdam e Madrid, da dove è stato riattivato il collegamento per Roma di Alitalia); Iberia (Citta’ del Messico – Madrid – Roma). Sono possibili in qualsiasi momento ulteriori variazioni del traffico aereo. Si raccomanda di rivolgersi alla propria compagnia aerea per informazioni sullo stato del proprio volo e per l’eventuale individuazione di rotte alternative in caso di cancellazioni.

Nicaragua: In risposta all’emergenza COVID-19 il Governo del Nicaragua ha disposto la chiusura delle frontiere terrestri. Le autorità locali hanno disposto la riapertura dell’aeroporto di Managua dal 15 luglio, ma è probabile che il traffico aereo di linea non venga ripristinato almeno fino ai primi di settembre, mentre permangono misure molto restrittive per l’ingresso nel paese. Per informazioni sullo stato dei voli, si raccomanda di contattare direttamente la compagnia aerea di riferimento.

Perù: Le autorità peruviane hanno prorogato lo stato di emergenza nazionale decretato lo scorso 15 marzo fino alla fine del prossimo mese di ottobre. Nel quadro dell’avvio della fase 4 dell’emergenza Covid, che prevede la ripresa di diverse attività economiche, è stata decisa la riattivazione, a partire dal 5 ottobre prossimo, sotto rigidi protocolli sanitari, dei voli commerciali verso alcuni Paesi della regione: Cile, Colombia, Messico, Ecuador e Brasile (ma solo la città di San Paolo). Non è ancora prevista la riattivazione dei voli commerciali da/per l’Europa. Al momento risultano organizzati i seguenti voli commerciali speciali: un volo per Amsterdam tutti i giovedì di ottobre (KLM); un volo per Parigi tutti i venerdì del mese (Air France). Sono possibili anche voli con Iberia. Per informazioni è necessario contattare la compagnia aerea. Per informazioni sui voli commerciali speciali dall'Europa per Lima è invece necessario rivolgersi ai competenti Uffici consolari peruviani.

USA: Con la “Proclamation” dell’11 marzo il Presidente degli Stati Uniti ha disposto la sospensione temporanea, fino a nuovo ordine, dell’ingresso dei viaggiatori che, nei 14 giorni precedenti l’ingresso negli Stati Uniti, siano stati fisicamente presenti in uno dei Paesi dell’Area Schengen, inclusa l’Italia, in Cina e Iran. La disposizione è entrata in vigore dal 13 marzo 2020 (vedi il Comunicato ufficiale della Casa Bianca 9984). Tale divieto è stato esteso a partire dal 16 marzo anche ai viaggiatori provenienti da Regno Unito e Irlanda, come riportato a questo link. Sono previste alcune eccezioni al divieto di ingresso (cittadini statunitensi e residenti permanenti o loro familiari, titolari di visto diplomatico e altri). Le eccezioni interessano anche i titolari o i richiedenti determinate tipologie di visto che potranno rientrare nella categoria di ingressi che la Proclamation presidenziale definisce di “interesse nazionale”. Per maggiori dettagli in merito alle categorie di persone la cui attività può classificarsi di interesse nazionale, consultare la sezione Situazione Sanitaria di questa Scheda. Tali eccezioni sono rimesse alla esclusiva competenza dell’Ambasciata e dei consolati USA in Italia. Si ricorda che l'ingresso negli USA e' rimesso alle decisioni dei funzionari dell'Agenzia CBP (Customs and Border Protection) nei punti di entrata. A chi entra negli Stati Uniti potrebbe anche essere richiesto di effettuare una quarantena di 14 giorni (lo stato di New York la prevede obbligatoriamente per chi arriva dall’estero). A chi entra negli Stati Uniti ai sensi delle eccezioni previste dalle disposizioni del Presidente degli Stati Uniti si segnalano le indicazioni operative diramate del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale che si raccomanda di seguire scrupolosamente.

Asia

Giappone: A partire dalle 23.59 del 20 marzo, e fino a nuove disposizioni, è stata sospesa la validità dei visti emessi da Consolato e Ambasciata giapponese in Italia (ovvero l’etichetta incollata nel passaporto che serve per il primo ingresso in Giappone). Pertanto, chi ha ottenuto il Japan Visa da Consolato/Ambasciata giapponesi entro il 20 marzo e non è ancora entrato in Giappone, dal 21 marzo non potrà più utilizzarlo a tal fine e dovrà richiedere un nuovo visto. Sono inoltre sospese tutte le esenzioni di visto, per cui si rende necessario a partire dal 20 marzo, per qualsiasi viaggio in Giappone, a qualunque titolo, fare domanda di visto presso le Rappresentanze giapponesi in Italia. Si ricorda che dal 27 marzo è in vigore un divieto temporaneo di ingresso per coloro che, prima dell’arrivo in Giappone, siano stati in uno dei Paesi elencati di cui al seguente link: https://www.mofa.go.jp/ca/fna/page4e_001053.html. Tutti i cittadini stranieri titolari di una Residence Card in corso di validità che abbiano lasciato il Paese prima del 31 agosto con un permesso di rientro (re-entry permit) potranno fare rientro in Giappone. Quali requisiti per rientrare in Giappone sono obbligatoriamente richiesti: un certificato di tampone PCR negativo effettuato entro le 72 ore dalla partenza del volo; una “Re-entry Confirmation Letter” rilasciata dalle preposte autorità diplomatico-consolari giapponesi all'estero (per l'Italia: Ambasciata del Giappone a Roma o Consolato Generale del Giappone a Milano). Tutti i cittadini stranieri titolari di Residence Card che intendano lasciare il Paesedopo il 1° settembre ne avranno parimenti diritto. Dovranno a tal fine contattare gli uffici dell’Agenzia per l'Immigrazione prima di poter lasciare il Giappone e acquisire dagli stessi l'autorizzazione al re-ingresso. Al momento del ritorno dovranno inoltre esibire un certificato di negatività al COVID-19 effettuato entro le 72 ore dalla partenza del volo. Si segnala che tale certificato deve essere compilato e firmato sul modulo richiesto dalle autorità giapponesi. Se il richiedente non riesce a trovare un'istituzione medica che accetti tale formato, è ammesso un documento in un formato opzionale ma con tutte le informazioni richieste in inglese, in quanto l'omissione di una qualsiasi delle informazioni elencate può comportare il rifiuto dell'autorizzazione all'ingresso in Giappone. Si raccomanda di leggere con attenzione la Circolare del Ministero della Giustizia di riferimento (http://www.moj.go.jp/content/001327551.pdf) seguendo in particolare tutte le indicazioni riportate in merito alla corretta compilazione della email di richiesta di autorizzazione al re-ingresso in Giappone e ai moduli previsti per la certificazione dei test di negatività da COVID-19.

India: La situazione epidemiologica del COVID-19 è in rapido deterioramento nel Paese, specialmente nei principali centri urbani. Si invita a rispettare la distanza di sicurezza tra le persone, evitare assembramenti, osservare le misure igienico-sanitarie di prevenzione del contagio e attenersi alle disposizioni delle autorità locali, tra le quali spicca l’obbligo di indossare la mascherina protettiva in tutti i luoghi pubblici, sia all’aperto che al chiuso. In caso di positività al COVID-19, si invita a prendere immediato contatto con l'Ambasciata a New Delhi o i Consolati Generale di Calcutta e Mumbai, a seconda della zona del Paese in cui ci si trova. In ogni caso si invitano i connazionali temporaneamente presenti in India a segnalare con urgenza la propria presenza all’Ambasciata d’Italia a New Delhi o ai Consolati Generali a Mumbai e a Calcutta, a secondo della zona del Paese in cui ci si trova. Misure che restringono le attività commerciali e sociali (“Lockdown”): Il Governo indiano sta attenuando i provvedimenti restrittivi inizialmente decretati con il “Lockdown” del 25 marzo scorso, riaprendo in modo graduale, e a esclusione delle Zone di contenimento della pandemia individuate dal Governo indiano, la maggior parte delle attività economiche precedentemente interrotte. La circolazione delle persone all’interno degli Stati indiani e tra Stati indiani è comunque sempre consentita e non sono richiesti permessi. Voli internazionali: La sospensione dei voli internazionali da e per l’India è estesa fino al 30 ottobre 2020: la mobilità aerea internazionale è assicurata solo da voli speciali. Di conseguenza, i regolari voli commerciali dall’India per l’Italia non sono attualmente operativi e per raggiungere l’Italia dall’India è tendenzialmente necessario servirsi di voli con scalo.

Indonesia: La capitale Jakarta apre una nuova fase di lockdown. Le nuove restrizioni sono state annunciate domenica 13 settembre dal governatore Anies Baswedan, il quale ha parlato di una situazione di emergenza. Le misure dureranno fino al 27 settembre. Riguarderanno le attività sociali, economiche, religiose, culturali e accademiche: agli 11 settori considerati essenziali invece - come alimentari, edilizia e banche - sarà consentito di operare con il 50% della quantità dello staff solito e rispettando protocolli sanitari. A partire dal 2 aprile a tutti i cittadini stranieri è vietato l'ingresso e il transito in Indonesia. Limitate eccezioni sono previste per i cittadini stranieri con permessi di soggiorno di durata limitata (KITAS) e permanente (KITAP) e altre speciali categorie, quali i membri di equipaggi di navi e aerei, il personale diplomatico e quanti partecipano a progetti considerati di interesse strategico in Indonesia. Per gli appartenenti a tali categorie, a partire dal 12 maggio, l’ingresso in Indonesia è subordinato al possesso di un certificato medico in lingua inglese, rilasciato da non più di una settimana, che attesti la negatività al test PCR Covid-19 (il cosiddetto "tampone"), nonché' al superamento di controlli sanitari all'arrivo, che possono includere anche test sierologici e altri approfondimenti clinici. I cittadini stranieri appartenenti alle categorie cui è consentito l’ingresso dovranno inoltre osservare un’auto-quarantena di 14 giorni presso le proprie residenze, o in alternativa presso strutture designate dalle Autorità sanitarie, e dovranno aderire alle disposizioni di ordine sanitario e di distanziamento sociale.

Mongolia: In risposta all’emergenza Covid-19, le autorità locali hanno adottato misure di contenimento, che includono, tuttora, una limitazione degli ingressi nel Paese da parte di cittadini stranieri e, fino al 30 settembre, la sospensione dei voli regolari di linea, nonché del traffico internazionale ferroviario e viario di passeggeri. Rimangono ancora chiusi i valichi di frontiera stradali da/verso la Russia e la Cina. Possono comunque rientrare in Mongolia i cittadini stranieri che abbiano familiari mongoli, nonché il personale diplomatico o altri espressamente autorizzati dalle Autorità Mongole tramite le proprie Ambasciate all'estero. Si raccomanda di verificare con la propria compagnia aerea lo stato di eventuali voli charter, organizzati - ormai con sempre maggior frequenza - dalla compagnia di bandiera MIATT, e a quali condizioni sia consentito il transito ai cittadini stranieri. Fino al 30 settembre sono confermate alcune limitazioni nell’organizzazione di manifestazioni sportive, commerciali e culturali. Chiunque rientri dall'estero nel Paese - sia cittadini mongoli che stranieri, incluso il personale diplomatico - è sottoposto ad una quarantena di tre settimane in strutture protette indicate dalle Autorità Locali. Dal 15 settembre non sono più previste due ulteriori settimane di confinamento domiciliare. NON E’ RICHIESTO IL TEST COVID prima della partenza per la Mongolia. I test vengono infatti effettuati da personale medico locale durante la quarantena obbligatoria di 3 settimane.

Myanmar: In considerazione dell’emergenza sanitaria globale causata da COVID-19, si sconsigliano tutti i viaggi in Myanmar. Le Autorità birmane hanno sospeso il rilascio dei visti ai cittadini stranieri. È vietato l’atterraggio di qualsiasi volo commerciale, sono consentiti solo voli umanitari e di soccorso. È altresì in vigore il divieto di ingresso attraverso i valichi di frontiera terrestri per tutti i cittadini stranieri. Tali provvedimenti sono in vigore fino al 31 ottobre, ed è possibile che vengano prorogati. Le Autorità birmane hanno disposto che, al momento dell’imbarco su un volo speciale diretto in Myanmar, sarà necessario esibire un certificato medico, rilasciato non oltre 72 ore prima della partenza, che dimostri di non essere affetti da Covid-19. All’arrivo si verrà sottoposti a misure di quarantena per 21 giorni presso strutture sanitarie birmane, cui farà seguito un ulteriore periodo di 7 giorni da trascorrere presso la propria dimora. Per ulteriori dettagli, si consiglia di contattare l’Ambasciata del Myanmar competente per Paese di residenza. Il governo ha inoltre disposto l’obbligo, per chiunque voglia recarsi nella capitale del Myanmar, Nay Pyi Taw, di osservare due settimane di quarantena preventiva presso la propria abitazione e di sottoporsi al test per il Covid-19. Tale test sarà a carico del viaggiatore se l’interessato si reca per propri motivi nella capitale; se invece viene invitato dal governo birmano, il pagamento del test Covid-19 è a carico delle autorità birmane.

Thailandia: Le autorità thailandesi hanno prorogato al 31 ottobre lo stato di emergenza nazionale decretato il 26 marzo in risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19. Non sono consentiti i transiti aeroportuali. Rimangono chiuse dal 21 marzo tutte le frontiere terrestri. È fatto divieto a tutti gli stranieri di entrare nel territorio thailandese. Eccezioni sono previste per il rientro dei cittadini thailandesi all’estero, diplomatici e familiari, equipaggi di aerei e navi, persone in possesso di un permesso di lavoro, familiari di cittadini thailandesi, personale impegnato nel trasporto di merci necessarie, stranieri necessitanti di cure mediche (ad esclusione del Covid-19) e relativi accompagnatori. Ad eccezione degli equipaggi e del personale impegnato nel trasporto di merci necessarie, a tutti è richiesto un certificato medico "fit to fly" rilasciato non più di 72 ore prima della partenza. E’ previsto per tutte le categorie l’obbligo di osservare 14 giorni di quarantena, a proprie spese, presso strutture e alberghi indicati dalle Autorità. Visto d’ingresso: Le istanze di autorizzazione all’ingresso in Thailandia devono essere presentate all’Ambasciata thailandese competente in base al Paese in cui ci si trova, che, in caso di accoglimento dell’istanza, provvederà ad assegnare un posto, a spese dell’interessato, su un volo diretto in Thailandia. Fino a nuovo ordine, è previsto per i cittadini italiani l’obbligo di munirsi di visto d’ingresso in Thailandia. Il governo della Thailandia ha inoltre approvato la proroga fino al 31 ottobre per i visti dei cittadini stranieri nel Paese. I cittadini stranieri in Thailandia i cui visti siano scaduti a partire dallo scorso 26 marzo potranno soggiornare nel paese fino al 31 ottobre senza presentare domande per la proroga. Il Governo thailandese ha comunicato che tutti coloro che sono nel Paese con un visto turistico o in regime di esenzione dal visto dovranno lasciare il Paese entro il 31 ottobre, perché oltre quella data saranno considerati irregolarmente presenti sul territorio. Per ulteriori informazioni consultare il sito dell’Ambasciata d’Italia a Bangkok.

Vietnam: In risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19, il Governo vietnamita ha disposto che dal 22 marzo è temporaneamente sospeso l’ingresso in Vietnam di tutti gli stranieri, ad eccezione di diplomatici, delegazioni ufficiali, investitori, esperti tecnici, lavoratori altamente qualificati e dirigenti d’impresa, che rimangono comunque sottoposti all’obbligo di quarantena per i 14 giorni successivi al loro ingresso nel Paese. A partire dal 5 agosto, potranno entrare in Vietnam solo quei lavoratori altamente qualificati che, in un periodo compreso tra 7 e 3 giorni prima della partenza, si siano sottoposti ad un test del tipo “Real Time-PCR” presso le strutture abilitate, il cui elenco è disponibile qui, e siano in possesso di un’assicurazione sanitaria internazionale che copra anche il caso di contagio da Covid-19. Gli interessati sono pregati di prendere contatto con l’Ambasciata italiana ad Hanoi o il Consolato Generale ad Ho Chi Minh City. Le norme di salute pubblica e mitigazione dei rischi di contagio da Covid-19 (SARS-Cov-2) cui attenersi sul territorio del Vietnam sono le seguenti: Obbligo di uso della mascherina in luoghi pubblici; Obbligo di segnalare gli spostamenti dall’estero e all’interno del Vietnam (in particolar modo in provenienza da località recentemente oggetto di lockdown come Danang, Hoi An e altri centri minori del Quang Nam, Hai Duong) tramite la compilazione dell’autocertificazione sanitaria disponibile anche in italiano sul sito https://tokhaiyte.vn/ o, in inglese, attraverso la applicazione NCOVI scaricabile su smartphone. La compilazione genera un codice QR che deve essere mostrato a richiesta; Raccomandazione di osservare norme di comportamento idonee a mitigare i rischi di contagio (distanza interpersonale, frequente lavaggio delle mani, evitare luoghi affollati, ottemperare alla verifica della temperatura corporea all’ingresso di edifici e/o esercizi commerciali, ecc.); Raccomandazione di installazione e uso dell’applicazione Bluezone (https://bluezone.gov.vn/), scaricabile su smartphone, per verificare gli eventuali contatti ravvicinati con persone risultate positive al Covid-19; A Hanoi vige anche il divieto di assembramenti superiori alle 30 persone. I viaggiatori provenienti da località oggetto delle ultime misure di lockdown (come Danang, Hoi An e altri centri minori del Quang Nam, Hai Duong) sono tenuti, una volta giunti in altra destinazione vietnamita, ad obbligo di auto-monitoraggio del proprio stato di salute, con conseguente necessità di avvisare le autorità sanitarie più vicine in caso di sintomi.

Europa

Albania: A partire dal 1 giugno sono state riaperte le frontiere terrestri e l’ingresso nel paese via terra è permesso agli stranieri senza più obbligo di auto isolamento. Il Ministero dell’Infrastruttura e dell’Energia della Repubblica d’Albania ha autorizzato, da lunedì 22 giugno 2020, la ripresa dei collegamenti aerei da/per l’aeroporto di Tirana Rinas con tutte le destinazioni italiane e ha autorizzato anche la ripresa dei trasporti marittimi da/per i porti di Durazzo e Valona con i porti di Bari Brindisi e Ancona. Sarà responsabilità delle compagnie di trasporto adottare le misure necessarie per consentire la prenotazione solo a quelle categorie di soggetti esentate dal divieto di spostamento dall’Albania all’Italia, nel pieno rispetto delle ultime disposizioni legislative previste dalle competenti Autorità italiane. Le stesse compagnie saranno inoltre responsabili del rispetto dei requisiti in materia di sicurezza sanitaria.

Finlandia: Dal 19 settembre 2020 la Finlandia ha reintrodotto misure restrittive anche nei confronti dell’Italia. Dall’Italia sono consentiti solo ingressi per lavoro, per “motivi essenziali” e il ritorno dei residenti in Finlandia, con obbligo di autoisolamento fiduciario di 14 giorni, mentre non sono consentiti ingressi per turismo. Si ricorda che le Autorità finlandesi considerano viaggiatori provenienti dai Paesi “a rischio” anche coloro che vi transitano per mero scalo aeroportuale, oltre che sulla base di nazionalità e luogo di residenza del passeggero (https://valtioneuvosto.fi/en/-/1410869/restrictions-on-entry-into-the-country-to-be-amended-due-to-covid-19).Tale decisione è prevista rimanere in vigore fino al 18 ottobre, con aggiornamenti della lista dei Paesi “a rischio” a cadenza settimanale. Per informazioni sulle modalità di ingresso per i viaggiatori stranieri in Finlandia, sia provenienti da Paesi considerati “a rischio” che da paesi considerati “sicuri”, con particolare riguardo alle possibili modalità di riduzione del periodo di isolamento fiduciario, si rimanda a questo sito, al sito dell’Ambasciata d’Italia ad Helsinki nonché alla sezione sanitaria di questa scheda.

Francia: A partire dal 6 ottobre, le autorità francesi hanno dichiarato Parigi zona di massima allerta a causa dell’incremento di casi di Covid-19. Entrano pertanto in vigore nuove restrizioni, che riguardano oltre alla capitale, anche i Comuni limitrofi (c.d. “Petite Couronne”). Per i dettagli consultare la sezione “Situazione sanitaria” di questa scheda. A partire dal 17 ottobre sarà in vigore il coprifuoco dalle 21.00 alle 6.00 nelle zone d'allerta massima, con alcune eccezioni per casi particolari che non sono ancora note. Il coprifuoco rimarrà in vigore per da 4 a 6 settimane. Nelle zone di allerta massima rientrano le città di Parigi (con la Regione dell'Ile-De-France) Lione, Lilla, Grenoble, Tolosa, Montpellier, Saint-Etienne Marsiglia, Aix-Marseille, e Rouen. Permangono le restrizioni riguardanti i viaggiatori in arrivo in Francia provenienti dai seguenti gruppi di Paesi, a partire dal 1 agosto. Da Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti, Panama: devono obbligatoriamente presentare all’imbarco un test per COVID-19, realizzato nelle 72 ore antecedenti la partenza del volo. In mancanza, la compagnia rifiuta l’imbarco. Da Turchia, Sudafrica, Algeria, Brasile, India, Israele, Kuwait, Madagascar, Oman, Perù, Qatar e Serbia: ci si può imbarcare anche senza test, in questo caso, però, si viene sottoposti all’arrivo al test (in apposito hangar) e, per chi si ferma in Francia, è necessario sottoporsi all'isolamento. E’ quindi fortemente consigliato dalle autorità locali sottoporsi a test nelle 72 ore antecedenti l'arrivo in Francia. Le persone provenienti dai paesi dell’Unione Europea, inclusi coloro che provengono dall’Italia (e da Andorra, Islanda, Liechtenstein, Principato di Monaco, Norvegia, San Marino, Svizzera e città del Vaticano), possono entrare in Francia senza restrizioni. All’ingresso in Francia con voli di linea, le Autorità richiedono la compilazione di un’autocertificazione di assenza sintomi, distribuita dal personale di bordo. La misura dell’isolamento domiciliare rimane invece in vigore per chi proviene dal Regno Unito, per motivi di reciprocità, ma non si applica a coloro che siano in transito attraverso la Francia, a meno che le persone in transito non presentino sintomi riconducibili al COVID-19. Sono previste anche altre categorie esentate dall’isolamento domiciliare, per le quali si rimanda al comunicato ufficiale del Ministero dell’Interno francese, disponibile cliccando qui.

Grecia: A partire dal 1° luglio condizione indispensabile per accedere al Paese via aereo, via terra e via nave è la compilazione – il giorno prima dell’arrivo in Grecia - di un modulo online su questo sito: http://travel.gov.gr/, il Passenger Locator Form (PLF), con il quale i viaggiatori devono fornire informazioni sul luogo di provenienza, sulla durata dei soggiorni precedenti in altri paesi e sull'indirizzo del proprio soggiorno in Grecia. Le compagnie aeree e marittime, come le società di trasporti ferroviari e stradali, hanno l’obbligo – sancito dalle Autorità greche - di controllare il possesso della ricevuta di compilazione del modulo PLF completo di codice QR prima dell’imbarco del passeggero e, in caso di mancato possesso, hanno l’obbligo di rimpatriare il passeggero a loro spese. In ragione di questo provvedimento alcune compagnie aeree e marittime rifiutano l’imbarco dei passeggeri sprovvisti del modulo PLF completo di codice QR. Si precisa che la pagina travel.gov.gr è gestita dalle Autorità greche e non dall’Ambasciata d’Italia ad Atene. Per quesiti legati al funzionamento del sito e/o dubbi sull’ingresso nel Paese connessi alla compilazione del PLF è possibile contattare il numero di assistenza indicato dalle Autorità greche: 00302155605151. Le Autorità greche si riservano la possibilità di sottoporre i passeggeri in arrivo a un test rinofaringeo (tampone). Non è possibile sapere in anticipo se si verrà sottoposti al test a campione, che viene somministrato secondo criteri randomici, non noti a priori. Le Autorità greche si riservano la possibilità di valutare se sottoporre a tampone anche chi è in possesso di un test sierologico negativo effettuato nei giorni precedenti all’arrivo in Grecia. Fino al 12 ottobre, coloro che verranno sottoposti al tampone dovranno restare in isolamento presso l'indirizzo di residenza o domicilio temporaneo (dichiarato al momento della compilazione del PLF) fino all'esito del tampone o comunque, stando alle indicazioni raccolte presso la Protezione civile greca, almeno per 24 ore. Si viene contattati dalle Autorità greche esclusivamente in caso di positività. In caso di positività è previsto un periodo di quarantena obbligatorio di 14 giorni. È necessario seguire scrupolosamente le indicazioni delle Autorità locali, che forniranno indicazioni sulla procedura da seguire. Sarà inoltre necessario attenersi a ogni altra misura specificatamente indicata dalle competenti Autorità greche, onde evitare di incorrere in sanzioni, principalmente l’obbligo dell’uso dei dispositivi di protezione individuale ed il distanziamento sociale. L’incremento di casi di contagio nelle ultime settimane ha indotto le Autorità locali ad innalzare l’allerta, richiedendo l’osservanza di ulteriori misure di contenimento, elencate nella sezione sanitaria dellla presente scheda.

Islanda: E' consentito l'ingresso ai viaggiatori provenienti dai paesi UE, SEE e dal Regno Unito, nonché Andorra, Monaco, San Marino e Stato del Vaticano. Inoltre, in linea con le decisioni comunitarie, è permesso l'ingresso ad altri 12 paesi terzi (esterni all'area UE/Schengen). Per i viaggiatori provenienti da altri paesi è permesso l’ingresso solo per viaggi di carattere essenziale. Per maggiori info cliccare qui: https://utl.is/index.php/en/about-directorate-of-immigration/covid-19. Misure all'arrivo: a partire dal 19 agosto 2020 tutti i passeggeri in arrivo in Islanda, turisti e residenti, indipendentemente dalla durata del soggiorno o dallo scopo della visita, possono scegliere o di osservare una quarantena di 14 giorni oppure di effettuare una procedura di doppio screening che comprende due tamponi ed una quarantena di 5-6 giorni nell'intervallo tra i due campioni. Il primo tampone è a carico del viaggiatore e costa 9.000 ISK (se effettuato alla registrazione del viaggio) o 11.000 ISK (se effettuato all'arrivo in Islanda), circa 60-80 euro. E’ possibile effettuare il pagamento del primo tampone al momento della registrazione del viaggio. Il secondo tampone è gratis. Per maggiori informazioni cliccare qui. Coloro che risultano negativi al secondo tampone non sono più tenuti a prendere precauzioni particolari; coloro che risultano positivi devono auto-isolarsi. I minori nati nel e dopo il 2005 sono esentati dalla procedura di doppio screening. Prima della partenza per l'Islanda, i viaggiatori dovranno compilare un'autocertificazione disponibile al link: https://visit.covid.is/. Ai turisti viene inoltre raccomandato di scaricare l'app. di tracciamento islandese Rakning C-19.

Portogallo: È autorizzato il traffico aereo da e per il Portogallo di tutti i voli da e per: Paesi UE; Paesi associati allo Spazio Schengen (Liechtenstein, Norvegia, Islanda e Svizzera); Australia; Canada; Cina; Corea del Sud; Giappone; Georgia; Marocco; Nuova Zelanda; Regno Unito; Ruanda; Tailandia; Tunisia; Uruguay. È inoltre autorizzato il traffico aereo, esclusivamente per viaggi essenziali, per e dal Portogallo di tutti i voli provenienti e con destinazione verso i Paesi che non fanno parte dell’Unione Europea o che non siano Paesi associati allo spazio Schengen. Il turismo non rientra tra le finalità autorizzate. Sono considerati viaggi essenziali quelli destinati a consentire il transito, l'ingresso e l'uscita dal Portogallo di: Cittadini dell'Unione Europea, di stati associati allo Spazio Schengen e membri delle rispettive famiglie e cittadini di paesi terzi con residenza legale in uno Stato-Membro dell'Unione Europea;Cittadini di paesi terzi che viaggino per motivi di lavoro, di studio, di ricongiungimento familiare, per ragioni di salute o umanitarie;Sono inoltre autorizzati i voli che promuovono il rientro di cittadini portoghesi o titolari di permesso di soggiorno in Portogallo; i voli umanitari; i voli destinati a garantire il rientro di cittadini stranieri che si trovino in Portogallo.I passeggeri di voli da e per il Portogallo e voli da e per Paesi non appartenenti all’Unione Europea o non associati allo Spazio Schengen dovranno presentare, al momento della partenza, prova della realizzazione del test per controllo SARS-Co-2 (con risultato negativo) realizzato nelle 72 ore precedenti l’imbarco, senza il quale non potranno imbarcarsi sull’aereo e non saranno autorizzati a sbarcare in Portogallo. Qualora il risultato del test non venga presentato da cittadini portoghesi o cittadini stranieri con residenza legale in Portogallo o membri del corpo diplomatico, tali cittadini potranno sbarcare in Portogallo, e saranno immediatamente indirizzati, dalle autorità di sicurezza, a realizzare il test per il Covid-19, i cui costi saranno a carico dei suddetti cittadini. Coloro che si rifiuteranno di sottoporsi al test incorreranno nel reato di disobbedienza e propagazione di malattia contagiosa e riceveranno immediatamente una notifica recante l’obbligo di realizzare il test entro 48 ore, a proprie spese. I passeggeri che eseguiranno il test soltanto all’arrivo in Portogallo dovranno rimanere nella propria residenza o nell’alloggio da essi indicato finché non otterranno notifica di risultato negativo al test. La presentazione del test non è obbligatoria per i passeggeri in transito che non debbano lasciare l’aeroporto. Attualmente l'Italia non rientra nella lista dei Paesi considerati ad alto rischio epidemiologico, pertanto i cittadini italiani provenienti dall'Italia non necessitano di un test Covid-19 prima di intraprendere il viaggio e non sono soggetti all'obbligo di quarantena per il solo fatto di entrare nel Paese. Per le misure adottate a livello locale consultare la sezione Situazione sanitaria di questa scheda. Disposizioni per passeggeri diretti a Madeira e alla Azzorre Vigono invece disposizioni diverse per i passeggeri che, anche se provenienti da Paesi UE, Schengen e paesi terzi approvati (dalle Istituzioni UE e dalle autorità locali), sono diretti a Madeira o alle Azzorre. I passeggeri che volano verso l'arcipelago di Madeira devono presentare un test negativo al COVID-19 effettuato entro 72 ore prima della partenza o possono eseguirlo all'arrivo. Informazioni specifiche per le isole di Madeira sono reperibili in inglese al seguente link: www.visitmadeira.pt I passeggeri che volano verso l'arcipelago delle Azzorre saranno soggetti a una delle seguenti opzioni: 1. Presentare la prova del test al COVID-19 fino a 72 ore prima della partenza del volo; 2. Eseguire il test all'arrivo e rimanere in isolamento preventivo fino a ottenere il risultato; 3. Eseguire la quarantena volontaria per un periodo di 14 giorni in un hotel indicato per lo scopo; 4. Ritorno alla destinazione di origine o viaggio verso qualsiasi destinazione al di fuori della Regione, adempiendo, fino al momento del volo, l'isolamento preventivo in un hotel indicato a tal fine. Per maggiori informazioni si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Lisbona.

Repubblica Ceca: A partire dal 15 giugno 2020 sono ripristinate le normali condizioni di ingresso in Repubblica Ceca dall'Italia, pur rimanendo in vigore alcune restrizioni per coloro che nei 14 giorni precedenti all'ingresso in Repubblica Ceca abbiano passato più di 12 ore in uno dei Paesi NON compresi fra quelli classificati a basso rischio.

Russia: Le frontiere del Paese sono ancora chiuse agli stranieri salvo che per coloro i quali rientrino nelle categorie di eccezioni previste dal Governo russo, ad esempio lavoratori “altamente specializzati” segnalati dal loro datore di lavoro con sede in Russia (con procedura da avviare in Russia almeno due settimane prima del programmato ingresso), agenti diplomatici, autotrasportatori, familiari di cittadini russi, cure mediche, assistenza sanitaria, residenti in Russia con permesso di soggiorno ("vid na zhitelstvo"). Per l’elenco completo e modalità di attestazione e presentazione della documentazione, consultare la sezione “Informazioni Generali – Documentazione necessaria per l’ingresso nel Paese” di questa scheda. SOLTANTO alle predette categorie di persone verrà consentito l’accesso nel Paese. Se non si rientra nelle eccezioni al divieto di ingresso, è ancora previsto il respingimento in frontiera russa o il mancato imbarco dalle aerolinee negli scali di partenza o intermedi di connazionali muniti del solo visto. Prima di mettersi in viaggio, si consiglia ai connazionali rientranti nelle categorie a cui è consentito l’accesso nella Federazione di verificare attentamente il possesso della documentazione richiesta. Gli stessi dovranno inoltre organizzare il proprio trasferimento dall’aeroporto al luogo di soggiorno con un mezzo proprio o autista privato essendo precluso l’utilizzo di taxi o mezzi pubblici. QUARANTENA: E’ stato abolito l’obbligo di quarantena per gli stranieri in ingresso nella Federazione con l’eccezione dei lavoratori per i quali essa è, almeno secondo la norma vigente, ancora obbligatoria anche in presenza di tampone COVID negativo.

Slovenia: La Slovenia considera tre liste di Paesi a seconda del rischio epidemiologico (lista verde, arancione e rossa) e il livello di controllo e le limitazioni all’accesso dipendono dalla lista in cui il Paese di provenienza si trova. Dal 12 ottobre è in vigore una modifica alle liste rosse e verdi di Paesi considerati epidemiologicamente a rischio o sicuri. Maggiori dettagli a questo link: https://www.gov.si/it/argomenti/sars-cov-2/attraversamento-dei-confini/. L’Italia, con la maggior parte dei Paesi UE, resta in lista arancione. Per i residenti in Italia ed in altri Paesi UE – Schengen inseriti in lista arancione le condizioni di accesso al territorio sloveno non cambiano. Pertanto non sussiste alcun obbligo di quarantena né di esibizione di un test negativo al Covid-19 all’ingresso in Slovenia.

Spagna: A far data dal 21 giugno, è consentito l’ingresso in Spagna senza obbligo di isolamento fiduciario e senza necessità di motivare la ragione del viaggio per: i cittadini dei Paesi dell’Unione Europea, dello spazio Schengen, di Andorra, Principato di Monaco, Vaticano, San Marino; gli stranieri residenti abituali di paesi dell’Unione Europea, dello spazio Schengen, di Andorra, Principato di Monaco, Vaticano, San Marino in transito verso il proprio Paese; i titolari di visti di lunga durata emessi da uno stato UE; i lavoratori transfrontalieri; il personale di equipaggio; il personale diplomatico; i cittadini di Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay e Cina nel caso in cui non abbiano effettuato soggiorni in altri Paesi; I viaggi non imprescindibili da Paesi non UE sono limitati fino al 31 ottobre incluso. Chiunque arrivi in Spagna dall’estero (anche dall’UE), per via aerea o marittima, è sottoposto a un controllo sanitario prima della sua entrata nel Paese. In particolare: controllo della temperatura corporea, controllo documentale e controllo sullo stato del passeggero. Per quanto concerne il controllo documentale, i passeggeri in arrivo dall’estero (anche da altri Paesi UE) dovranno compilare, prima del viaggio, un “formulario di salute pubblica”, attraverso il sito internet Spain Travel Health o la app Spain Travel Health-SPTH, ottenendo un codice QR da presentare (su dispositivo mobile o stampato) al proprio arrivo in Spagna. In alternativa è possibile compilare il questionario in formato cartaceo fornito dalle compagnie di trasporto. Misure restrittive sono in vigore nelle località con un’alta incidenza da COVID-19. A Madrid e nei Comuni circostanti, a partire dalle ore 22.00 del 2 ottobre, è limitata l’entrata e l’uscita dalla città se non per ragioni specifiche (per recarsi al lavoro o presso centri didattici, strutture sanitarie, rientrare nel luogo di residenza abituale, per cause di forza maggiore etc.).

Medio Oriente

Emirati Arabi Uniti: Le Autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno disposto la ripresa graduale dei collegamenti aerei del Paese con diverse destinazioni nel mondo, inclusi voli settimanali diretti da Abu Dhabi/Dubai verso Milano Malpensa e Roma Fiumicino. Tutti i viaggiatori che si recano negli EAU, prima dell’imbarco dovranno sottoporsi a test PCR presso il paese di origine. L’ingresso negli EAU è consentito ai cittadini emiratini e agli stranieri (quindi anche i cittadini italiani) in possesso di un valido titolo di soggiorno negli EAU e temporaneamente all’estero. Ai fini del reingresso, si rammenta inoltre ai connazionali che gli stessi dovranno contattare le Ambasciate degli EAU nei Paesi nei quali si trovano per richieste di eventuale assistenza. Dal 4 ottobre solo l’aeroporto di Dubai richiede l’effettuazione di un tampone PCR per i passeggeri in partenza da Dubai, solo se richiesto dal Paese di destinazione, pertanto non è più necessario per coloro che viaggiano verso l’Italia. Per i passeggeri in partenza da Abu Dhabi la presentazione del tampone PCR negativo è sempre richiesto dalla compagnia di bandiera Etihad e deve essere effettuato dalle 48 alle 96 ore prima dell'orario di partenza del volo a seconda di quanto richiesto dai paesi di destinazione. (Per rientrare in Italia non oltre 96 ore) Si raccomanda sempre di verificare con la compagnia aerea prescelta le modalità di imbarco prima di effettuare il viaggio. In caso di partenza dall’Italia occorre che il passeggero effettui il test PCR in un qualsiasi laboratorio, sia pubblico che privato, operante su territorio italiano. Si informa inoltre che tutti i passeggeri in arrivo nell’Emirato di Abu Dhabi saranno sottoposti ad un ulteriore test PCR e dovranno svolgere un periodo di quarantena domiciliare obbligatoria di 14 giorni. Anche alla luce di possibili repentini aggiornamenti delle disposizioni in vigore oltre che dei collegamenti aerei tra l’Italia e gli EAU, si raccomanda di consultare previamente la compagnia aerea e, nel caso di voli con scalo, di verificare anche le disposizioni in vigore nei Paesi di transito. INGRESSO PER TURISMO: dal 24 settembre 2020 è consentito l’ingresso per turismo anche in Abu Dhabi e negli altri cinque Emirati del Nord ma con procedure differenti per l’entrata e l’uscita dei passeggeri. Si ricorda, in ogni caso, che la normativa italiana vigente non consente spostamenti per turismo dall’Italia verso gli Emirati Arabi Uniti. EMIRATO DI ABU DHABI I passeggeri in arrivo all’aeroporto di Abu Dhabi avranno l’obbligo di svolgere il periodo di quarantena domiciliare di 14 giorni indossando un braccialetto elettronico. Il braccialetto verrà fornito dalle Autorità aeroportuali. Sono esonerati i passeggeri al di sotto dei 18 anni, quelli al di sopra dei 60, i possessori di passaporto diplomatico e coloro che soffrono di patologie croniche. Ai residenti nell’emirato di Abu Dhabi, in arrivo dall’estero all’aeroporto di Dubai, il braccialetto elettronico verrà applicato al passaggio del confine con l’Emirato. Tutti i passeggeri in arrivo all’Aeroporto di Abu Dhabi saranno sottoposti a test PCR e ad un periodo di quarantena presso la propria abitazione o in hotel per 14 giorni. E’ possibile che le Autorità aeroportuali utilizzino tracciamenti elettronici per monitorare il rispetto della quarantena e che venga richiesto di ripetere il test PCR al dodicesimo giorno dalla data di ingresso nel Paese. EMIRATO DI DUBAI Reingresso: Per il solo Emirato di Dubai è necessario presentare richiesta di reingresso attraverso il portale del General Directorate of Residency and Foreign Affairs (GDRFA). Ingresso per turismo: Nell’Emirato di Dubai dal 7 luglio 2020 è consentito anche l’ingresso per turismo. I turisti provenienti dai Paesi UE + Regno Unito devono essere in possesso di un’assicurazione sanitaria internazionale valida negli EAU che copra eventuali spese relative a test, quarantena e/o trattamenti (incluso il ricovero ospedaliero) legati anche al Covid-19; all’imbarco all’aeroporto di partenza occorrerà presentare al check-in una dichiarazione sul proprio stato di salute e un certificato di negatività al test PCR effettuato entro le 96 ore precedenti al viaggio. I turisti che mostrino sintomi del virus potranno comunque essere sottoposti ad un altro tampone all'arrivo e saranno tenuti ad auto-isolarsi fino al risultato. Nel caso in cui il tampone dovesse restituire esito positivo, essi saranno tenuti ad osservare una quarantena di 14 gg secondo le indicazioni che verranno fornite sul posto dalle Autorità locali. La quarantena potrà essere disposta sia al domicilio, che in apposita struttura dedicata o in ospedale. Prima di lasciare l’aeroporto tutti i turisti dovranno scaricare e registrare i propri dettagli sull’app “COVID-19 DXB” e durante il soggiorno dovranno attenersi alle misure previste per ridurre il contagio da Covid-19 (mascherine, distanziamento fisico di 2 metri, lavaggio frequente delle mani).

Giordania: In risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19, la Giordania ha adottato misure preventive e di monitoraggio che riguardano in particolare le modalità di ingresso nel Paese. L’aeroporto internazionale di Amman e i valichi di frontiera sono stati riaperti a partire dall’ 8 settembre, nonostante l’effettiva operatività sia ancora minima e la disponibilità’ di voli commerciali molto esigua. Per tutti i viaggiatori in ingresso, occorre registrarsi prima del viaggio sul portale https://www.visitjordan.gov.jo e scaricare sul proprio dispositivo mobile l’App di tracciamento “Aman”. Indipendentemente dalla nazionalità e dalla provenienza, vengono applicate le seguenti condizioni: - essere rimasto per i 14 giorni precedenti il viaggio nel Paese di provenienza; - munirsi di esito negativo di un test PCR effettuato massimo 5 giorni prima della partenza; - sottoporsi a un nuovo test PCR in arrivo a proprie spese. A partire dal 29 settembre, all’arrivo sarà richiesto di sottoporsi a un periodo di isolamento domestico la cui durata varia secondo il Paese di provenienza. Se si proviene da un Paese classificato “verde” o “giallo” la durata sarà di 7 giorni, da un paese “rosso” di 14 giorni. La classificazione dei Paesi viene rivista ogni 14 giorni e si può consultare sul sito www.visitjordan.gov.jo.

Israele: Nell’ambito delle misure adottate per la prevenzione della diffusione del COVID-19, le Autorità israeliane hanno disposto, a partire dal 25 settembre e almeno fino al 14 ottobre p.v., un ulteriore inasprimento del lockdown già in vigore dallo scorso 18 settembre. In particolare, il Governo ha stabilito: la chiusura di scuole, attività commerciali e nel più ampio settore produttivo (eccetto i servizi essenziali), ristoranti, bar e strutture alberghiere; la sospensione delle attività di ricezione del pubblico; il divieto di allontanarsi oltre 1000 metri dalla propria abitazione; il divieto di assembramenti all’esterno con più di 20 persone. È confermata l’operatività dell’aeroporto di Tel Aviv, ma sarà possibile lasciare il Paese solo se si è acquistato un biglietto aereo prima dell’entrata in vigore del lockdown (25 settembre, ore 14:00 locali) o se si ottiene un’apposita autorizzazione da parte del Ministero dei Trasporti israeliano (https://www.gov.il/en/service/special-request-to-fly). Non si può escludere che tale restrizione si ripercuota sull’operatività dei collegamenti aerei dall’estero verso Israele che potrebbero subire cancellazioni. Si raccomanda pertanto di contattare direttamente la propria compagnia aerea di riferimento per accertarsi dell’operatività dei voli tra Italia e Israele. Si ricorda che l’ingresso in Israele ai cittadini non israeliani è consentito solo previa autorizzazione da parte delle Autorità israeliane. La procedura prevede il rilascio di un permesso di ingresso da parte dell’Ambasciata israeliana del Paese di origine o del Ministero dell'Interno israeliano e la compilazione online, non prima di 24 ore dalla partenza, di una domanda di autorizzazione all’ingresso (c.d. “inbound clearance application”). La procedura e il link per la compilazione online della domanda è reperibile qui: https://www.gov.il/en/service/request-entry-to-israel-covid19. A partire dal 16 agosto 2020, i viaggiatori autorizzati a entrare in Israele provenienti dall’Italia o da altri Paesi in “lista verde” (consultabili a questo link: https://www.gov.il/en/Departments/DynamicCollectors/green-red-countries?skip=0) non sono più soggetti all’obbligo di quarantena, purché nei 14 giorni precedenti all’arrivo in Israele non abbiano soggiornato in un Paese diverso da quelli in “lista verde”. Le disposizioni israeliane prevedono che un’analoga domanda online venga compilata nelle 24 ore precedenti alla partenza da Israele (c.d. “outbound clearance application”). La procedura e il link per la compilazione online della domanda è reperibile qui: https://www.gov.il/en/service/request-depart-from-israel-covid19?utm_source=go.gov.il&utm_medium=referral.

Oman: A partire dal 18 marzo 2020 è sospeso l’ingresso in Oman da tutti i confini aerei, marittimi e terrestri a tutti gli stranieri, inclusi gli italiani. Si raccomanda quindi di evitare viaggi verso l’Oman. A partire dal 29 marzo 2020 l'aeroporto internazionale è chiuso e sono sospesi, fino a nuovo ordine, tutti i voli commerciali nazionali e internazionali (inclusi i transiti). I soli voli che continuano ad essere operativi sono i collegamenti con Musandam, i cargo e i voli speciali. Non sono più operativi i voli diretti tra Italia e Oman, sia di linea che charter. I residenti in Oman che abbiano ottenuto dalle autorità omanite un permesso speciale di rientro dall’estero sono sottoposti ad una quarantena domestica di 14 giorni. Dal 15 agosto non è più in vigore il coprifuoco notturno, ma persiste l'obbligo di indossare mascherine all’aperto e nei luoghi pubblici, incluse le attività commerciali e industriali, nelle sedi di lavoro e nel trasporto pubblico. L’entrata e l’uscita dal Governatorato del Dhofar continuano ad essere vietate fino a data da destinarsi, con la sola eccezione della possibilità di spostamento per coloro che abbiano la necessità di raggiungere l’aeroporto di Mascate, (in possesso del biglietto aereo e accompagnate da una sola persona), che rientrino da un viaggio dall’estero o per casi medici di emergenza. Le autorità hanno disposto la riapertura di tutti i ristoranti e i caffè, i mercati tradizionali, barbieri e centri estetici, hotel, piscine e palestre ed è stata autorizzata la ripresa di incontri collettivi in luoghi pubblici. Continuano a rimanere chiusi tutti i siti turistici nonché moschee e cinema. È mantenuta in vigore la riduzione del personale presso gli uffici pubblici e privati. Le autorità sanitarie ribadiscono l’importanza di rimanere presso la propria abitazione ed evitare ogni forma di contatto non indispensabile con persone non conviventi. Le autorità locali potrebbero adottare ulteriori misure restrittive con scarso o nessun preavviso. Si raccomanda pertanto di mantenersi aggiornati sui siti ufficiali del Ministero della Salute omanita e presso il contact center +968 2444 1999 o 1212.

Turchia: A partire dal 13 giugno sono state abrogate le limitazioni dovute al Covid-19 relative all’attraversamento delle frontiere della Turchia per via aerea, terrestre (con esclusione del confine terrestre con l’Iran) e marittima, da parte di cittadini stranieri, salvo specifiche misure che possono essere adottate dalle autorità di frontiera. La misura della quarantena obbligatoria è stata sostituita con uno screening sanitario all’arrivo.

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