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Milano da scoprire: 10 cose da vedere e fare in città

Dove andare e cosa visitare a Milano: la guida di Tramundi per non perderti posti belli a Milano al di fuori dei soliti giri turistici.


Pubblicato il 28/06/2021

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C’è chi dice che Milano ricordi il colore grigio. Noi abbiamo scritto questo articolo per dimostrarti il contrario e farti vedere tutte le sfumature della città meneghina.

Una guida che ti porta alla scoperta dei luoghi da visitare a Milano, non solo i più famosi. Oltre al Duomo, il Castello Sforzesco e la Pinacoteca di Brera si nascondono tante realtà milanesi che siamo sicuri conquisteranno il tuo cuore, come hanno fatto con noi. Una chiesa completamente rivestita di ossa, un dito medio da poter dedicare a chi vuoi e un quartiere che sembra essere uscito da un cartone animato della nostra infanzia.

Se ti stai chiedendo dove andare a Milano, qui puoi trovare la risposta. Scorri per scoprire cosa visitare a Milano: 10 cose da vedere e tante esperienze che renderanno unica la tua visita in questa città.


Fai un salto in Portogallo nella Chiesa di San Bernardino alle Ossa

Ci sono tante chiese nel mondo, ma una sola San Bernardino alle Ossa (o forse due!). Nel 1145, in via Brolo a Milano, venne costruito un ospedale nei pressi della Chiesa di Santo Stefano Maggiore il cui cimitero ne ospitava i cadaveri. Quest’ultimo si rivelò presto insufficiente rispetto alle esigenze dell’ospedale, perciò nel 1210 venne costruita una camera nella quale venivano raccolte tutte le ossa dell’ospedale e nel 1269 venne affiancata da una chiesa, la nostra San Bernardino alle Ossa. Le pareti dell’ossario sono interamente ricoperte con ossa e teschi appartenenti ai vecchi pazienti e monaci dell’Ospedale di via Brolo, persone morte in carcere e, si narra, alcuni appartenenti a martiri uccisi dagli eretici ai tempi di Sant’Ambrogio. Non può mancare una curiosità itinerante, che ci porta in viaggio in Portogallo: il re del Portogallo Giovanni V visitò la chiesa nel 1728 e rimase talmente colpito dall’ossario da costruirne uno identico nella città di Evora, chiamato la Capela dos Ossos.

Ascolta una lezione di storia dell’arte a Piazza degli Affari

Nel cuore di Milano, a Piazza degli Affari, davanti alla sede della Borsa milanese, si trova Il Dito. Ma non un dito qualunque: L.O.V.E. è un’opera dell’artista italiano di fama internazionale Maurizio Cattelan (si, quello della banana da 120 mila dollari). La scultura, che ci ricorda il nostro ultimo viaggio in Toscana essendo realizzata in marmo di Carrara, rappresenta una mano che mostra fieramente il dito medio. Un gesto apparentemente irriverente, che sembra essere rivolto sia all’architettura storica di Palazzo Mezzanotte sia al mondo della finanza da esso rappresentato. Quest’opera è oggi simbolo di innumerevoli battaglie: dalla tematica ambientalista per la quale Greenpeace ricoprì Il Dito con un guanto verde nel 2003, alla più recente unghia dipinta di rosa dallo street-artist Ivan Tresoldi per dar voce alla protesta di Non Una di Meno in occasione della Giornata Internazionale della Donna nel 2021.

Citofona agli inquilini di Palazzo Sola-Busca

Ti sfidiamo a trovare una casa con le orecchie a Milano. E’ tutto vero: si tratta del Palazzo Sola-Busca, soprannominato Ca’ dell'Oreggia, un edificio monumentale realizzato dall’architetto Aldo Andreani. In via Serbelloni 10, dove si trova il secondo ingresso dell’edificio, la facciata presenta un evidente orecchio in bronzo che non manca di padiglione e condotto uditivo esterno. L’orecchio in questione sembra intento ad ascoltare la città: pare infatti che la sua reale funzione fosse quella di un citofono, ai tempi un nuovo apparecchio tecnologico di prestigio.

Non dimenticare visitando il Memoriale della Shoah

Memoriale della Shoah oggi, binario per deportazione nei campi di concentramento ieri. Proprio qui, al di sotto della Stazione Centrale dove oggi sorge l’area museale di Milano in ricordo delle vittime dell’Olocausto, fra il 1943 e il 1945 partirono 20 convogli con a bordo ebrei e altri perseguitati, direzione lo sterminio. Il Memoriale nasce con l’intento di rendere omaggio alle vittime ma soprattutto di creare un luogo di commemorazione volto a costruire un futuro civile. Non è un museo da ammirare passivamente, bensì un contesto vivo nel quale il visitatore si confronta con il passato, il presente e il futuro collettivo e individuale.

Trova la Lapponia nel quartiere Maggiolina

Un’antica cascina del XVI secolo, la Maggiolina, ha dato il nome a questo particolare quartiere di Milano famoso per le sue abitazioni igloo (ed è subito: ma ti ricordi del nostro viaggio in Lapponia con Tramundi?). In realtà ci troviamo in via Lepanto dove, negli anni Quaranta, l’ingegnere Mario Cavallé progettò delle case a forma di fungo i cui esterni riprendevano i colori dell'Amanita Muscaria, tanto simpatica quanto pericolosa. Negli anni Sessanta le case-fungo vennero distrutte, si racconta dal figlio dello stesso Cavallé, e riconvertire in case-igloo dalla forma circolare, mantenendo pur sempre la propria unicità. Le case-igloo, tutt’ora abitate, sono ancora otto mentre è possibile trovare alcuni esemplari di casa-fungo nei pressi di Novate Milanese.

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Ascolta il silenzio davanti a The Wall of Dolls

The Wall of Dolls è un'installazione artistica ideata dalla cantautrice Jo Squillo che condanna il femminicidio e la violenza contro le donne. L’opera si compone di un muro ricoperto da una rete grigia sulla quale sono appese bambole di ogni tipo, accompagnate da foto, poesie e fiori che danno voce alle vittime di violenza. I passanti sono invitanti a partecipare attivamente all’opera, contribuendo con l’aggiunta di oggetti e parole che simboleggiano il loro coinvolgimento. Ogni anno, in occasione della settimana della moda maschile di Milano, l’ideatrice e un gruppo di volontari si riuniscono attorno all’opera per ricordarne l’importanza mentre per tutto il resto dell’anno il muro piange in silenzio, in segno di protesta e commemorazione.

Attraversa la Hall of Fame del Cimitero Monumentale

Chi l’ha detto che i cimiteri devono essere considerati solo in occasione di Halloween? Una eccezione senza eguali è il Cimitero Monumentale di Milano, un vero e proprio museo a cielo aperto di 250mila metri quadrati. Il cimitero si divide in tre parti, fra le quali spicca la parte centrale dedicata ai defunti cattolici che ospita il Famedio, ovvero il tempio della fama, un’imponente costruzione in marmo all’interno della quale sono seppelliti nomi illustri. Qualche esempio? Alessandro Manzoni, Ugo Foscolo, Alda Merini e Giorgio Gaber. Consigliamo il Cimitero Monumentale per un primo Tinder date: dopotutto, di eterno come la morte c’è solo l’amore.

Fai un salto nel passato al Vicolo dei Lavandai

Non hai la lavatrice? E come fai? La tua risposta si trova nel quartiere dei Navigli che custodisce il Vicolo dei Lavandai, dove si trova un lavatoio risalente al secolo scorso. Il genere maschile del nome di questo luogo d’interesse anticipa la nostra curiosità: un tempo erano proprio gli uomini ad occuparsi di lavare i panni e lo testimonia la Confraternita dei Lavandai, fondata nel 1700. Si insaponavano i panni su un’asse di legno chiamata “brellin” e li si sciacquavano nel ruscello “el fosset”, collegato al Naviglio Grande. Oggi invece, visitando questo posto, non si fa altro che pensare alla propria amata (lavatrice).

Mangia un panzerotto vista Duomo da Luini

Quanto manca alla nostra prossima vacanza in Puglia? Ci sembra quasi di sentirne ancora profumi e sapori… Eh sì, stai addentando un panzerotto di Luini! Istituzione milanese dall’animo pugliese, Luini regala gioie da più di sessant’anni ai passanti di via Santa Radegonda, a pochi passi dal Duomo di Milano. Dal classico pomodoro e mozzarella rigorosamente fritto, al più salutare panzerotto farcito con melanzane e cotto al forno: Luini piace proprio a tutti, anche ai pugliesi! Tappa fissa durante il nostro tour di Milano, è la pausa pranzo preferita dai nostri viaggiatori.

Cerca la fortuna nella Galleria Vittorio Emanuele II

Per quale motivo si passa in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano? Per fare shopping da Prada e Gucci, penserà qualcuno. E invece no: noi ci andiamo per schiacciare le palle del toro. Sì, hai letto bene: sul pavimento della Galleria Vittorio Emanuele II, zona commerciale che unisce Piazza Duomo a Piazza della Scala, si trova il mosaico di un toro che si dice portare fortuna. Il rito scaramantico milanese consiste nel fare tre giri sulle palle del toro, con il tallone del piede destro. Se durante la tua visita ci trovi qualcuno girare sopra, siamo noi!


Parti con noi per vedere tutti i colori di Milano con i tuoi occhi. Un gruppo di viaggiatori ti sta già aspettando: Disciules! (Veloce!, in milanese)

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