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Paesi abbandonati in Italia: 10 Città Fantasma che vale la pena visitare

Stai cercando un’esperienza da brivido? Vediamo se hai il coraggio di visitare queste 10 località fantasma italiane.


Pubblicato il 22/01/2021

Curiosità dal mondo

Indice

Dopo i borghi più belli d’Italia è arrivato il momento di far rivivere anche i borghi italiani abbandonati fra le pagine del nostro blog.

L’ISTAT ha stimato che, in Italia, ci sarebbero più di 6 mila città fantasma. Il numero è purtroppo destinato a salire a causa del fenomeno dello spopolamento che interessa soprattutto i piccoli borghi. Le cause? A partire dai disastri naturali fino alle esigenze lavorative e personali degli abitanti stessi.

In Tramundi abbiamo un obiettivo: ripopolare questi paesi abbandonati e valorizzare il loro patrimonio turistico. Parti con noi alla scoperta delle ghost town italiane: dalla tragica storia che le ha condotte all’abbandono sino alle iniziative e progetti di ricostruzione nei quali si nasconde una seconda possibilità di vita.

Abbiamo selezionato per te 10 città fantasma che vale la pena visitare in Italia per vivere un’esperienza da brivido: solo per viaggiatori coraggiosi!


I 10 Paesi Abbandonati in Italia

1. Curon Venosta – Trentino Alto-Adige

Un campanile in mezzo a un lago. Questo è tutto quello che resta di Curon Venosta, il paese che, nel 1950, venne sommerso dall’acqua a causa della costruzione di una diga volta a unire in un unico invaso i tre laghi naturali della zona. Gli abitanti dell’Atlantide trentina si opposero con forza a questo progetto, tanto da aver richiesto l’intervento del Papa, ma la loro forza di volontà venne pian piano sommersa dall’acqua proprio come il loro caro paese. Il campanile di Curon è oggi un simbolo della Val Venosta e attira turisti e curiosi durante tutto l’anno. In inverno è addirittura possibile fare surf sul lago ghiacciato!

Campanile di Curon Venosta, Trentino Alto-Adige, Italia

2. Consonno – Lombardia

Quello che fino al 1962 era un florido paese della Brianza con 300 abitanti è oggi una delle più famose città fantasma della Lombardia. Nel 1962, tutti i terreni e le case del paese vennero acquistati dall’imprenditore edile Mario Bagno con l’intento di realizzarvi un grande centro commerciale e un parco divertimenti a poca distanza da Milano. Il paese, ad eccezione di alcuni edifici e luoghi religiosi, venne completamente demolito obbligando gli abitanti a lasciare le proprie abitazioni. Venne addirittura spianata la collina di fronte al paese per ampliare la vista panoramica sul Resegone. Morale della storia? Il progetto non giunse a conclusione per via di alcune frane che distrussero le strade che permettevano di raggiungerlo. L’ambiziosa “Città dei Balocchi” si è trasformata in una mera giostra abbandonata.

Parco divertimenti abbandonato a Consonno, Lombardia, Italia

3. Fabbriche di Careggine – Toscana

Che sia una finestra che sbatte, una porta che si apre o un paese che riemerge dalle acque: i fantasmi si fanno sentire! Ne è un esempio Fabbriche di Careggine, un borgo medievale in Toscana che, dopo il completamento della costruzione di una diga alta ben 92 metri, venne evacuato e sommerso dalle acque del torrente Edron che diede vita al lago di Vagli. Ogni 10 anni, l’antico borgo torna alla luce: periodicamente l’Enel prosciuga l’invaso per lavori di manutenzione della diga e il paese fantasma di Fabbriche di Careggine torna a infestare il territorio per qualche mese. Oggi sono però 21 anni che l’invaso non viene svuotato e non si sa quando avverrà prossimamente. Una cosa è certa: quando accadrà noi saremo lì lungo le rive del lago di Vagli per assistere a questo raro evento!

4. Civita di Bagnoregio – Lazio

La città che muore”, soprannome dato a Civita di Bagnoregio, non sembra essere di buon auspicio ma è proprio questo suo aspetto “spettrale” che la rende la tappa perfetta per un ghost tour in Italia. Frazione dell’omonimo comune, Civita di Bagnoregio è diventata una città fantasma con il passare del tempo: gli abitanti hanno iniziato ad abbandonare le proprie case nel ‘700, per poi lasciare il villaggio completamente disabitato nel ‘900. Paradossalmente, Civita di Bagnoregio è oggi più viva che mai: la sua suggestiva atmosfera attira ogni anno centinaia di turisti che popolano le strade di questo borgo abbandonato.

Civita di Bagnoregio, Lazio, Italia

5. Celleno – Lazio

Il tragico destino di Celleno, borgo fantasma nel Lazio devastato da frane, terremoti ed epidemie, ci permette di apprezzare ancor di più quello che questa ghost town italiana è diventata. Oltre ad essere un’ambita location cinematografica, la serie tv Luna Nera di Netflix è solo l’ultima pellicola che qui è stata registrata, è anche un patrimonio FAI grazie alle attività di recupero e conservazione che hanno ridato vita alle mura della città e all’antico castello, una volta simbolo del borgo.

Celleno, Lazio, Italia

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6. Montebello sul Sangro – Abruzzo

Il nome della località potrebbe trarti in inganno: Montebello sul Sangro è un nome accogliente, che fa pensare a un paese in cui vigono tranquillità e felicità. E se ti dicessimo che, prima del suo nome attuale, questo borgo si chiamava “Malanotte”? Proprio così: il nome originario di questo paese fantasma, abbandonato negli anni ’70, è legato alle tante leggende che si narra vi abbiano avuto luogo. Una delle più drammatiche racconta di una guerra locale dalla quale gli abitanti del paese uscirono perdenti, con l’obbligo di cedere le proprie mogli agli avversari per una “malanotte”. L’atmosfera dell’odierna ghost town abruzzese non ha più nulla a che vedere con le notti difficili di un tempo ed è oggi un antico borgo visitabile.

Montebello sul Sangro, Abruzzo, Italia

7. Craco – Basilicata

La Basilicata è la regione preferita dagli appassionati di dark tourism. Perché? Proprio in questa regione si trovano le ghost town italiane più famose. Una fra tutte è Craco, un borgo ancora parzialmente abitato nella sua parte ricostruita (ad oggi si contano circa 700 residenti); negli anni ’60 il borgo venne colpito da una frana che ne comportò lo spopolamento. Nonostante il tragico evento, l’architettura del borgo rimase intatta diventando così uno scenario ricercato per molte pellicole cinematografiche: da La passione di Cristo di Mel Gibson a 007 Quantum of Solace di Marc Forster.

Craco, Basilicata, Italia

8. Campomaggiore Vecchio – Basilicata

Spoiler: la storia che stiamo per raccontarti è completamente vera. Nel 1741, in Basilicata, è sorta grazie all’ingegno del conte Teodoro Rendina la “Città dell’Utopia”, un luogo dove i cittadini avrebbero dovuto vivere secondo la filosofia del pensatore Charles Fourier. Parole d’ordine: eguaglianza e sostenibilità. Il progetto di Rendina non solo divenne realtà ma ebbe anche successo: più di 1.500 persone decisero di trasferirsi a Campomaggiore Vecchio. Oggi, a seguito di una frana, di quell’utopia rimangono solo i resti di costruzioni semidistrutte dal disastro ambientale che ha messo in fuga gli abitanti. Nonostante ciò, visitare quella che una volta è stata una reale città utopistica è un’esperienza unica nella vita (che ci fa sperare anche un po’!).

9. Pentedattilo – Calabria

La prima particolarità di questo borgo abbandonato risiede nel suo nome derivato dalla rocca che lo domina, che ricorda proprio una mano gigante con cinque dita. Questa frazione calabra venne abbandonata a partire dal 1783, a seguito di una violenta scossa di terremoto, per divenire completamente disabitata negli anni ’60 del ‘900. Ma questo non è stato l’unico evento tragico che ha segnato la storia del borgo fantasma: nel 1686 avvenne la “Strage degli Alberti”, una sanguinosa guerra tra nobili che ha dato origine a leggende di fantasmi tormentati che ancora oggi infestano il territorio. A questa storia non ha creduto un gruppo di artisti che negli anni ’80 ha deciso di ripopolare il borgo organizzandoci iniziative culturali: dal 2006 si celebra il Pentedattilo Film Festival e nel 2012 è stato inaugurato il Mutrap, un museo dedicato alle tradizioni locali.

Pentidattilo, Calabria, Italia

10. Ingurtosu – Sardegna

La zona di Arbus, nel cuore della Sardegna, è una ricca area mineraria dove sorgeva il villaggio di Ingurtosu. Nel 1855 questa località era particolarmente attiva grazie alle pratiche di estrazione di argento piombo e zinco. Il villaggio iniziò la propria discesa nell’oblio a seguito della Seconda Guerra Mondiale, fino alla chiusura della miniera nel 1968. Oggi il villaggio disabitato di Ingurtosu è un monumento di archeologia industriale mineraria che fa parte del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Regione Sardegna. Il punto forte di questo borgo abbandonato? Il castello, realizzato in un insolito stile neo-medievale.

Carrelli da miniera abbandonati sulla spiaggia a Ingurtosu, Sardegna, Italia


Ti abbiamo consigliato 10 Paesi Fantasma in Italia che vale la pena visitare per vivere un’esperienza da brivido.

Partecipa al nostro ghost tour: visita tutte le città fantasma citate nella classifica e documenta la tua impresa da paura taggando @tramundi su Instagram.

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